Amori e disamori/ 8
“La cosa peggiore fatta in vita mia”. Il senatore Ensign entra di forza nel romanzo politico del tradire
In poco più di due minuti il senatore repubblicano John Ensign si è affibiato pubblicamente l’etichetta di persona orribile, ammettendo di avere avuto un affaire con una donna che non è sua moglie. E’ andato in un ufficio federale di Las Vegas e ha vuotato il sacco delle sue malefatte coniugali.

In poco più di due minuti il senatore repubblicano John Ensign si è affibiato pubblicamente l’etichetta di persona orribile, ammettendo di avere avuto un affaire con una donna che non è sua moglie. E’ andato in un ufficio federale di Las Vegas e ha vuotato il sacco delle sue malefatte coniugali. L’apparato iconografico era quello tipico dei riti espiatori: camicia candida, cravatta rigorosamente omessa, testa reclinata e senso di colpa che si tagliava a fette. Ensign ha usato parole che farebbero la felicità di un fan di Arisa: “L’anno scorso ho avuto un affaire. Ho violato il giuramento del matrimonio. E’ la cosa peggiore che ho fatto in vita mia. Se ci fosse anche solo una cosa che potessi cancellare della mia vita, sarebbe questa”. Dopo l’atto solenne il senatore ha lasciato il palco e se n’è andato via senza rispondere a nessuna delle mille domande che tutti i commentatori d’America ora vorrebbero fargli.
Alcuni dettagli sono emersi. L’atto in questione è avvenuto fra il dicembre 2007 e l’agosto 2008, e la partner è la moglie di un manager della campagna elettorale di Ensign, anche lei coinvolta nella macchina politica del senatore del Nevada. La poetica della cornificazione appare rispettata in pieno: lui superiore di lei, lei moglie del sottoposto di lui, la moglie di lui amica della moglie dell’altro. “Le nostre famiglie erano vicine – ha spiegato Ensign – e questa vicinanza mi ha messo nella condizione di assumere un comportamento inappropriato”. L’espressione “comportamento inappropriato” è entrata nella semantica dello scandalo a sfondo politico, intrecciata com’è alla vicenda di Bill Clinton e Monica Lewinsky, madre di tutte le corna. Un casino tipizzato quello di Ensign, non fosse per il finale. Il senatore si è costituito spontaneamente al pubblico ludibrio, ammettendo le sue colpe e affidandole al puritano senso della testimonianza veridica. Dall’altra parte c’è la moglie Darlene che con proverbiale sobrietà ha rilasciato un comunicato in cui annuncia la riconciliazione: “Il nostro matrimonio si è rafforzato”.
Un privato happy ending che lascia aperte le sorti pubbliche di Ensign, uomo che sta scalando posizioni all’interno del Gop, tanto che negli ultimi mesi si è fatto il suo nome – in mezzo a tanti altri – come possibile candidato alle presidenziali del 2012. Con una telefonata al capogruppo del Gop al senato, Mitch McConnell, Ensign si è dimesso ieri dalla carica di capo del Policy committee dei repubblicani, la quarta carica del partito in ordine di importanza e la gogna mediatica dovrebbe automaticamente diffidarlo da qualunque velleità politica. Ma in America non c’è nulla di automatico. Certo, ora i critici si scagliano contro l’ipocrisia di un senatore legato a una chiesa pentecostale e attivista della base conservatrice di stampo religioso. Lo accusano di avere difeso la sacralità del matrimonio ed essersi legato al gruppo evangelico dei “Promise Keepers”, quelli che mantengono le promesse. I maligni (o i realisti) vedono nell’ammissione un tentativo di salvare seggio e moglie e c’è chi dice che la povera Darlene lo stia ricattando. Ma questa è merce a basso costo. Il punto è come ne uscirà Ensign; la prima impressione è: ferito ma non ucciso. Dire le cose come stanno è onorevole, anche se non cancella il passato. E forse Ensign avrà un futuro pubblico migliore di quello toccato ad altri illustri fedifraghi.
Non tutti gli scandali sono creati uguali
L’ex candidato democratico alla presidenza John Edwards, colto in castagna fuori dal matrimonio dopo mesi di dinieghi, oggi orbita fra la panchina e la tribuna. Il repubblicano Larry Craig, autore di diverse scorribande con giovani di vario orientamento si è politicamente disintegrato nel giro di un paio d’ore. Stessa sorte per Eliot Spitzer, Vito Fossella e Tim Mahoney, l’uomo che tentò di comprare il silenzio dell’amante con 121 mila dollari. Infine c’è il partito di quelli che sono usciti vivi dalla selva di corna. Fra loro c’è l’influente repubblicano Newt Gingrich, noto slalomista coniugale. Ma è la storia a regalare gli esempi più alti di traditori di fatto e affermati statisti di diritto: Dwight Eisenhower, John Fitzgerald Kennedy, Lyndon Johnson, Franklin Delano Roosevelt, Thomas Jefferson. Come ha scritto il quotidiano The Politico: “Non tutti gli scandali politici sono creati uguali”.
Non tutti gli scandali sono creati uguali
L’ex candidato democratico alla presidenza John Edwards, colto in castagna fuori dal matrimonio dopo mesi di dinieghi, oggi orbita fra la panchina e la tribuna. Il repubblicano Larry Craig, autore di diverse scorribande con giovani di vario orientamento si è politicamente disintegrato nel giro di un paio d’ore. Stessa sorte per Eliot Spitzer, Vito Fossella e Tim Mahoney, l’uomo che tentò di comprare il silenzio dell’amante con 121 mila dollari. Infine c’è il partito di quelli che sono usciti vivi dalla selva di corna. Fra loro c’è l’influente repubblicano Newt Gingrich, noto slalomista coniugale. Ma è la storia a regalare gli esempi più alti di traditori di fatto e affermati statisti di diritto: Dwight Eisenhower, John Fitzgerald Kennedy, Lyndon Johnson, Franklin Delano Roosevelt, Thomas Jefferson. Come ha scritto il quotidiano The Politico: “Non tutti gli scandali politici sono creati uguali”.